venerdì 7 dicembre 2012
C'è la canapa!!!! Risolve tutto lei!
Sui mille utilizzi a cui si presterebbe questa pianta, criminalizzata per il suo uso come sostanza stupefacente (che comunque, secondo molti scienziati, produce molti meno danni del tabacco e dell'alcol, il cui consumo è perfettamente legale) ne abbiamo parlato a più riprese. Di seguito vi proponiamo gli articoli e i documentari più significativi.
L'UE conferma la truffa del debito!
A seguito della già trattata petizione parlamentare dell’ on. Borghezio sulla natura giuridica dell’euro, un altro parlamentare stavolta del Pdl, Marco Scurria, ha chiesto un approfondimento sulla risposta di Olli Rehn, responsabile degli affari economici per la Commissione Europea.
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione Articolo 117 del regolamentoMarco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che «al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza».
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?
IT
E-000302/2012
Risposta di Olli Rehn
a nome della Commissione
(12.3.2012)
L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.
La Commissione Europea non fa altro che ribadire il concetto che le banconote, che più presumibilmente sono dei numeri su un computer nella maggior parte dei casi, appartengono all’Eurosistema, il congiunto degli istituti di emissione Centrali di ogni stato membro. Solo al momento – badate bene – dell’ ADDEBITO su un altro concorrente il proprietario sarà il titolare, secondo le leggi nazionali vigenti sul territorio.
Ma cosa significa?
Significa che la moneta viene creata dal nulla (ex nihilo), quindi senza costi o con costi di produzione irrisori nel caso delle banconote, e immediatamente l’Eurosistema si appropria di quel valore che rappresenta la banconota o la cifra in un conto corrente. Riesce a fare questo solo perché noi cittadini accetteremo quegli euro, non sarebbero altro che carta straccia altrimenti, senza alcun valore reale, ma solo indotto da chi lo accetta.
Quello che accade più tecnicamente se vogliamo é invece questo. Uno stato come l’Italia ha bisogno di soldi per le pensioni e per l’educazione, poniamo il caso. L’Italia ha 2 modi per avere quei soldi. Le tasse o la BCE. Facciamo passare la nostra Italia per la BCE. L’Italia chiede alla BCE di piazzare i titoli del Tesoro italiano (Bot,Cct, ecc.) sul mercato. La BCE convoca un asta per i titoli di stato italiani. Queste aste sono regolate secondo dei parametri inseriti nello statuto del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali e della Banca Centrale Europea). Secondo i parametri specificati in questo statuto vengono scelti i cosí detti specialisti in titoli di stato.
Qui di seguito vediamo la graduatoria ufficiale del 2011:
Questi specialisti non sono altro che banche e istituti di credito fra i più importanti al mondo. Ciò che succede é questo: la BCE agevola ad un tasso dell’ 1% addebitando la moneta agli specialisti in titoli, viene poi spostata nei conti correnti dei titoli di stato, dove, a seconda del tipo di titolo sul quale si decide di investire, lo Stato Italiano dovrà pagare interessi per il 7% circa.
Quindi, l’Italia per avere, supponiamo, 100 mln di euro per le pensioni e l’educazione dovrà restituire un totale di 107 mln di euro. Sapete quella plus valenza da dove arriva? Dall’unico altro modo che ha lo stato per avere credito: le tasse. Ed ora che la nostra sovranità nazionale é totalmente venduta come fossimo una S.p.a. a causa della ratifica del Fiscal Compact arrivareranno e stanno arrivando i grandi tagli alla spesa pubblica. La persecuzione fiscale. Il terrorismo finanziario.
Di Sovrano, in Europa, é rimasto solo il Debito.
SIAMO FIORI...NATI DALLA VOSTRA MERDA!
dentro quel passamontagna
dietro quella maschera antigas
sotto quel cappuccio nero
all'angolo della strada mentre danno alle fiamme
un blindato degli sbirri
sotto casa tua
tra quelli che incendiano
e fanno barricate
tra quelli che lanciano sanpietrini
ecco! quello li è tuo nipote,
quell'altro, è un tuo alunno,
l'altro ancora è il ragazzo
dell'appartamento a fianco
sono semplicemente il frutto
delle vostre idee di merda,
dei vostri politici di merda,
di questo mondo di merda
fatto di miseria
e centri commerciali
di controllo
e telefoni cellulari,
di un vuoto riempito
di merda cagata
dal culo di di affamatori,
tiranni hi-tech,
benvestiti ed eleganti,
con le mani sporche
di sangue
e la puzza di tutta la merda
che ci avete fatto trovare
quando li vedi,
quandi scrivi cazzate
sul tuo giornale di merda,
quando guardi la tv,
pensa che sono
dei pezzi di merda,
dei pezzi di voi,
del vostro mondo,
delle vostre idee
i ribelli
nelle vostre strade
ce li avete messi voi
e ora
che sboccino mille fiori
da tutta questa merda
giovedì 6 dicembre 2012
Il caso di Mykayla Chomstock, spacca il mondo in due fazioni!
Uno dei più giovani pazienti dell'Oregon, in cura con marijuana terapeutica per leucemia, solleva controversie
Mykayla Comstock (nella foto), sette anni, ha ricevuto la diagnosi di leucemia l'anno scorso. Per combattere gli effetti collaterali debilitanti della chemioterapia, Mykayla si è rivolta ad un'altra medicina: l'olio di Cannabis.
“Mi aiuta a dormire” dice Mykayla a Oregonian (1) “La chemioterapia ti fa sentire come se volessi stare in piedi tutta la notte”. La cannabis è stata inoltre largamente accreditata come in grado di ridurre il dolore, la nausea e il vomito nei pazienti chemioterapici, benefici che la madre di Mykayla, Erin Purchase, definisce come impossibili da ignorare.
“Oggi [Mykayla] è come era prima” ha detto la Purchase ad Oregonian. “Una bambina normale”. A sua volta paziente in cura con marijuana terapeutica, la Purchase coltiva la sua medicina e somministra giornalmente a Mykayla pillole di olio di cannabis. La donna attribuisce alla pianta il recupero della figlia.
Secondo ABC News, Erin Purchase ha inserito Mykayla nel programma per la marijuana terapeutica dell'Oregon in meno di tre giorni dalla diagnosi di leucemia, lo scorso Luglio. Inizialmente i medici erano preoccupati per la scarsa risposta al trattamento della bambina e suggerirono un suo probabile bisogno di trapianto di midollo osseo. Mykayla iniziò ad assumere le pillole di olio di cannabis e la Purchase dichiara che per i primi giorni di Agosto la bambina era in remissione e che il trapianto non era più necessario. “Non credo sia una semplice coincidenza” dice la madre “Credo che la Cannabis l'abbia aiutata – almeno quello – a eliminare il cancro dal suo corpo”.
Tuttavia, il pensiero di un paziente così giovane che assume marijuana terapeutica non è comodo per tutti. Dopo aver visitato la figlia in Agosto, il padre di Mykayla Jesse Comstock, che vive in Nord Dakota, ha preso in carico il problema. “Era completamente intontita” dice Comstock “Tutto ciò che voleva era starsene a letto a giocare ai videogiochi”. Comstock chiese aiuto ad un laboratorio privato, che riscontrò la presenza di THC (2) nell'organismo della figlia. Si mise allora in contatto con la polizia di Gladstone. Dopo aver esaminato i documenti per la marijuana terapeutica di Mykayla, il dipartimento disse a Jesse di avere le mani legate. Per iscrivere un minore nel programma per la marijuana terapeutica nell'Oregon è necessario il consenso di un tutore. La Purchase dichiara che continuerà a dare a Mykayla derivati della Cannabis per i due o tre anni che le rimangono di chemioterapia.
Il padre contesta “Non ha una malattia terminale” “Sopravviverà a tutto questo ma, con tutta quell'erba, rallenteranno la crescita del suo cervello. Le sue scelte di vita verranno limitate per via delle decisioni prese dalla madre nei suoi confronti”.
Un video di Mykayla dipinge però un quadro diverso del suo uso di Cannabis. In uno spezzone postato sulla pagina FB “Brave Mykayla (3)”, la bambina articola una visione infantile di come “la cannabis cura la malattia” dicendo che “ti aiuta a mangiare, ti può aiutare a dormire... e ti aiuta anche a sentirti una persona normale”. Lei sembra una bambina normale e felice anche se, dove la maggior parte delle ragazzine di sette anni ha i capelli, porta un cappello marrone e rosa fatto a mano.
Le paure di Comstock per la figlia sono allineate a quelle di molti altri americani preoccupati che l'esposizione di un cervello in sviluppo agli effetti psicoattivi della marijuana possa essere dannoso. Come per molte altre medicine, gli effetti a lungo termine dell'uso adolescenziale di marijuana non sono conosciuti. Oppioidi come l'Oxycontin e il Percocet (4) sono usati per controllare il dolore nei pazienti oncologici, bambini inclusi. Sono tutti molto più potenti dell'erba e regolarmente associati a casi di overdose. La marijuana, tuttavia, è conosciuta per essere una sostanza relativamente benigna, con pochi rischi per la salute e nessun caso di decesso associato al suo uso.
Pesare i pro ed i contro della marijuana terapeutica non è comunque un compito semplice. La ricerca ha correlato l'uso adolescenziale di erba con danni neuropsicologici, ma lo ha anche associato con un'attività antitumorale (5). Il cannabidiolo (CBD), uno dei tanti cannabinoidi contenuti nella cannabis, mostra potenziale particolarmente promettente nel trattare parecchie patologie. In California Jayden David, sei anni, è affidato a una miscela creata appositamente di CBD e THC per trattare la sua sindrome epilettica potenzialmente mortale, la sindrome di Dravet. E Mykayla non è l'unico piccolo paziente in Oregon ad usare la marijuana terapeutica. Secondo ABC News:
Un recente articolo di O'Shaughnessy (6) esamina l'uso di marijuana terapeutica in un bambino che va all'asilo affetto da cancro al cervello e in un paziente di sette anni affetto da diabete e ADHD (7). La cannabis ha reso le loro routine giornaliere più gestibili, aiutando loro a interagire e collaborare con gli altri bambini a scuola: una componente chiave dello sviluppo infantile.
Mykayla Comstock (nella foto), sette anni, ha ricevuto la diagnosi di leucemia l'anno scorso. Per combattere gli effetti collaterali debilitanti della chemioterapia, Mykayla si è rivolta ad un'altra medicina: l'olio di Cannabis.
“Mi aiuta a dormire” dice Mykayla a Oregonian (1) “La chemioterapia ti fa sentire come se volessi stare in piedi tutta la notte”. La cannabis è stata inoltre largamente accreditata come in grado di ridurre il dolore, la nausea e il vomito nei pazienti chemioterapici, benefici che la madre di Mykayla, Erin Purchase, definisce come impossibili da ignorare.
“Oggi [Mykayla] è come era prima” ha detto la Purchase ad Oregonian. “Una bambina normale”. A sua volta paziente in cura con marijuana terapeutica, la Purchase coltiva la sua medicina e somministra giornalmente a Mykayla pillole di olio di cannabis. La donna attribuisce alla pianta il recupero della figlia.
Secondo ABC News, Erin Purchase ha inserito Mykayla nel programma per la marijuana terapeutica dell'Oregon in meno di tre giorni dalla diagnosi di leucemia, lo scorso Luglio. Inizialmente i medici erano preoccupati per la scarsa risposta al trattamento della bambina e suggerirono un suo probabile bisogno di trapianto di midollo osseo. Mykayla iniziò ad assumere le pillole di olio di cannabis e la Purchase dichiara che per i primi giorni di Agosto la bambina era in remissione e che il trapianto non era più necessario. “Non credo sia una semplice coincidenza” dice la madre “Credo che la Cannabis l'abbia aiutata – almeno quello – a eliminare il cancro dal suo corpo”.
Tuttavia, il pensiero di un paziente così giovane che assume marijuana terapeutica non è comodo per tutti. Dopo aver visitato la figlia in Agosto, il padre di Mykayla Jesse Comstock, che vive in Nord Dakota, ha preso in carico il problema. “Era completamente intontita” dice Comstock “Tutto ciò che voleva era starsene a letto a giocare ai videogiochi”. Comstock chiese aiuto ad un laboratorio privato, che riscontrò la presenza di THC (2) nell'organismo della figlia. Si mise allora in contatto con la polizia di Gladstone. Dopo aver esaminato i documenti per la marijuana terapeutica di Mykayla, il dipartimento disse a Jesse di avere le mani legate. Per iscrivere un minore nel programma per la marijuana terapeutica nell'Oregon è necessario il consenso di un tutore. La Purchase dichiara che continuerà a dare a Mykayla derivati della Cannabis per i due o tre anni che le rimangono di chemioterapia.
Il padre contesta “Non ha una malattia terminale” “Sopravviverà a tutto questo ma, con tutta quell'erba, rallenteranno la crescita del suo cervello. Le sue scelte di vita verranno limitate per via delle decisioni prese dalla madre nei suoi confronti”.
Le paure di Comstock per la figlia sono allineate a quelle di molti altri americani preoccupati che l'esposizione di un cervello in sviluppo agli effetti psicoattivi della marijuana possa essere dannoso. Come per molte altre medicine, gli effetti a lungo termine dell'uso adolescenziale di marijuana non sono conosciuti. Oppioidi come l'Oxycontin e il Percocet (4) sono usati per controllare il dolore nei pazienti oncologici, bambini inclusi. Sono tutti molto più potenti dell'erba e regolarmente associati a casi di overdose. La marijuana, tuttavia, è conosciuta per essere una sostanza relativamente benigna, con pochi rischi per la salute e nessun caso di decesso associato al suo uso.
Pesare i pro ed i contro della marijuana terapeutica non è comunque un compito semplice. La ricerca ha correlato l'uso adolescenziale di erba con danni neuropsicologici, ma lo ha anche associato con un'attività antitumorale (5). Il cannabidiolo (CBD), uno dei tanti cannabinoidi contenuti nella cannabis, mostra potenziale particolarmente promettente nel trattare parecchie patologie. In California Jayden David, sei anni, è affidato a una miscela creata appositamente di CBD e THC per trattare la sua sindrome epilettica potenzialmente mortale, la sindrome di Dravet. E Mykayla non è l'unico piccolo paziente in Oregon ad usare la marijuana terapeutica. Secondo ABC News:
“Al momento, secondo quanto dichiarato dall'agenzia della salute dell'Oregon, ci sono altri quattro pazienti nel programma dell'Oregon che hanno età comprese tra i quattro e i nove anni, altri sei tra i dieci ed i quattordici anni e quarantuno tra quindici e diciassette anni. Dolore intenso, nausea, spasmi muscolari e crisi epilettiche sono tra le principali condizioni citate per l'uso terapeutico della marijuana”
Grecia; La Germania le invia l'ennesimo prestito ad usura
Il Bundestag vota a favore degli “aiuti” onerosi ad Atene
La Germania ha dato il via libera all’ennesima tranche di “aiuti” alla Grecia e il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (nella foto), si complimenta con le scelte di Atene, affermando che un’eventuale bancarotta del Paese sarebbe stata talmente pericolosa da causare il crollo dell’Eurozona e della moneta unica.
Il Bundestag ha approvato a larga maggioranza il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, predisposto dalla troika dell’usura (Ue-Bce-Fmi). Hanno votato a favore, oltre ai partiti dell’attuale coalizione di governo (Cdu-Csu-Fdp) anche le principali forze di opposizione, come i socialdemocratici (Spd) e i Verdi. In sostanza il Bundestag ha passato al vaglio il piano di “agevolazioni” – equivalenti per volere dei bankster ad una pistola puntata alla tempia del popolo ellenico – che dovranno consentire al debito ellenico di scendere al 124% del Pil nel 2020. Schaeuble, durante l’intervento al Bundestag, ha sottolineato che “tutti gli osservatori internazionali concordano che il nuovo governo greco ha dimostrato grande impegno nell’attuare le riforme concordate” con la troika e “lo ha fatto in modo coerente compiendo numerosi progressi”. Ma il ministro non ha mancato di dire che nonostante tutti gli sforzi compiuti finora per la Grecia “la strada è ancora lunga” per la piena ripresa dell’economia ellenica. Schaeuble ha poi sottolineato i pericoli nascosti dietro un’ipotetica bancarotta ellenica. “Il potenziale impatto di un default greco – ha puntualizzato il ministro – sugli altri Paesi della zona euro potrebbe portare conseguenze gravi e imprevedibili”, fino a “un crollo” dell’intera Unione valutaria.
Per quanto riguarda le difficoltà che attraversa la Grecia sul piano economico ed occupazionale si parlerà nel vertice dell’Eurogruppo, in programma a Bruxelles lunedì prossimo. Si cerca di definire meglio le modalità dei realizzazione del “buy-back”, avanzata già durante l’ultimo vertice dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Eurozona con i rappresentanti della troika per trovare una soluzione accettabile da tutti al terzo pacchetto di “aiuti” da inviare ad Atene avvenuto nei giorni scorsi, ovvero il riacquisto sul mercato da parte della Grecia dei propri bond per ridurre parte del debito pubblico. Il Fmi ha chiesto garanzie, l’organismo mondialista con sede a Washington non intende rimetterci nemmeno un euro dal prestito ad usura concesso al Paese ellenico e lega il suo via libera all’esborso dei fondi alla realizzazione del programma di riacquisto dei bond greci da parte di Atene. Insomma la Grecia è condannata a pagare e il popolo ellenico a sottostare ai voleri dei bankster e dei tecnocrati pronti a tutto pur di riavere i danari con gli interessi e a speculare sulle privatizzazioni imposte ad Atene.
Fonte: Rinascita
Il Bundestag ha approvato a larga maggioranza il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, predisposto dalla troika dell’usura (Ue-Bce-Fmi). Hanno votato a favore, oltre ai partiti dell’attuale coalizione di governo (Cdu-Csu-Fdp) anche le principali forze di opposizione, come i socialdemocratici (Spd) e i Verdi. In sostanza il Bundestag ha passato al vaglio il piano di “agevolazioni” – equivalenti per volere dei bankster ad una pistola puntata alla tempia del popolo ellenico – che dovranno consentire al debito ellenico di scendere al 124% del Pil nel 2020. Schaeuble, durante l’intervento al Bundestag, ha sottolineato che “tutti gli osservatori internazionali concordano che il nuovo governo greco ha dimostrato grande impegno nell’attuare le riforme concordate” con la troika e “lo ha fatto in modo coerente compiendo numerosi progressi”. Ma il ministro non ha mancato di dire che nonostante tutti gli sforzi compiuti finora per la Grecia “la strada è ancora lunga” per la piena ripresa dell’economia ellenica. Schaeuble ha poi sottolineato i pericoli nascosti dietro un’ipotetica bancarotta ellenica. “Il potenziale impatto di un default greco – ha puntualizzato il ministro – sugli altri Paesi della zona euro potrebbe portare conseguenze gravi e imprevedibili”, fino a “un crollo” dell’intera Unione valutaria.
Per quanto riguarda le difficoltà che attraversa la Grecia sul piano economico ed occupazionale si parlerà nel vertice dell’Eurogruppo, in programma a Bruxelles lunedì prossimo. Si cerca di definire meglio le modalità dei realizzazione del “buy-back”, avanzata già durante l’ultimo vertice dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Eurozona con i rappresentanti della troika per trovare una soluzione accettabile da tutti al terzo pacchetto di “aiuti” da inviare ad Atene avvenuto nei giorni scorsi, ovvero il riacquisto sul mercato da parte della Grecia dei propri bond per ridurre parte del debito pubblico. Il Fmi ha chiesto garanzie, l’organismo mondialista con sede a Washington non intende rimetterci nemmeno un euro dal prestito ad usura concesso al Paese ellenico e lega il suo via libera all’esborso dei fondi alla realizzazione del programma di riacquisto dei bond greci da parte di Atene. Insomma la Grecia è condannata a pagare e il popolo ellenico a sottostare ai voleri dei bankster e dei tecnocrati pronti a tutto pur di riavere i danari con gli interessi e a speculare sulle privatizzazioni imposte ad Atene.
Fonte: Rinascita
Dopo aver distrutto la sede centrale dei Paraolimpici e uno stadio a Gaza, non può essere Israele ad ospitare i tornei UEFA
Tra la vasta distruzione e l'orrore del massacro israeliano che ha lasciato 162 morti - in gran parte civili disarmati - a Gaza tra il 14-22 novembre, la notizia della distruzione della sede del Comitato Paraolimpico nazionale palestinese e di altre infrastrutture sportive a Gaza è passata quasi inosservata.
Il 21 novembre, il sito ufficiale del Comitato Paraolimpico Internazionale ha riportato questa notizia:
Lunedi mattina (19 novembre), gli uffici del Comitato Paraolimpico palestinese a Gaza sono stati sottoposti a bombardamenti pesanti che hanno distrutto l'edificio e le infrastrutture della sede Paraolimpica della nazione.
Lo Stadio Palestina e le strutture sportive accessibili per disabili sono state completamente distrutte. Gli impianti sportivi sono stati utilizzati sia da atleti che si allenavano per i Giochi Paraolimpici di Londra 2012 sia da atleti disabili che vivono vicino alla Striscia di Gaza.
Un portavoce dell'esercito israeliano ha affermato via Twitter, senza fornire alcun elemento di prova a sostegno della sua affermazione, che razzi sono stati sparati dallo stadio tre giorni prima che Israele lo avesse bombardato. Anche se ciò fosse vero, l'attacco di Israele non sarebbe stato di difesa sotto qualsiasi definizione, ma un attacco di vendetta punitivo. Tuttavia, Israele non ha fatto nessuna affermazione simile per tentare di giustificare la distruzione del quartier generale Paraolimpico, e Israele ha sistematicamente preso di mira altre infrastrutture civili.
Durante gli otto giorni di bombardamenti, i ministri israeliani e personalità pubbliche hanno rilasciato numerose dichiarazioni affermando che l'intenzione dell'attacco a Gaza è stata quella di punire la popolazione civile. Il Ministro dell'Interno Eli Yishai, per esempio, ha detto che "l'obiettivo dell'operazione è quello di riportare Gaza al Medioevo". Distruggere stazioni di polizia, edifici pubblici, strade, ponti e impianti sportivi è un buon modo per farlo.
La distruzione di strutture sportive palestinesi da parte di Israele, e non per la prima volta, come il suo prendere di mira atleti, sottolinea l'urgenza dell’appello palestinese per non concedere lo svolgimento di grandi tornei sportivi internazionali ad Israele.
Palestinesi: Ritira le coppe UEFA 2013 e 2015 da Israele
In una lettera del mese giugno a Michel Platini, presidente UEFA, l’organo governativo del calcio europeo, decine di squadre di calcio palestinesi, dirigenti, giocatori ed altre figure sportive palestinesi di Gaza, hanno esortato l’UEFA di non "premiare Israele per la sua violenta repressione dei diritti dei palestinesi".
Nel mese di ottobre, il calciatore palestinese ed ex-prigioniero Mahmoud Sarsak ha fatto appello all’UEFA perché non si svolgessero in Israele le coppe Under 21 maschile e Under 19 femminile, che sono previste nel 2013 e nel 2015.
"Israele si adopera incessantemente per reprimere il calcio palestinese, proprio come fa per molte altre forme di cultura palestinese," Sarsak ha scritto, aggiungendo: "Israele non si comporta come un normale stato in cui i cittadini possono fare liberamente sport. Perché, allora, dovrebbe avere l'onore di ospitare il campionato UEFA Under 21 nel 2013, o l'Under 19 femminile nel 2015?"
Sarsak ha anche criticato il presidente UEFA:
Platini ha crudelmente dichiarato che il campionato del 2013 "sarà una bella festa del calcio che, ancora una volta, unirà le persone". Invece, permettendo ad Israele di ospitarlo, la UEFA legittima le politiche israeliane di occupazione, oppressione e apartheid. Non ci può essere posto nel calcio per la segregazione e l'oppressione; quindi campionati di prestigio non si possono tenere in Israele.
Chiedo a tutti coloro che si sono mobilitati per il mio rilascio e per la liberazione dei palestinesi in sciopero della fame, di dimostrare ancora una volta il loro impegno per la giustizia e l'uguaglianza, insistendo perché l'UEFA sposti i campionati da Israele.
Quando Sarsak ha intrapreso l’estenuante sciopero della fame lungo tre mesi all'inizio di quest'anno, che ha costretto Israele a liberarlo, ha guadagnato il sostegno significativo dal calcio internazionale e da figure ed enti sportivi tra cui FIFPro, calciatori professionisti passati e presenti come Eric Cantona e Frédéric Kanouté, e anche il capo della FIFA, Sepp Blatter.
Il boicottaggio sportivo è la risposta giusta
Sarsak ha ragione. Quale "stato normale" bombarderebbe o distruggerebbe il quartier generale paraolimpico e gli impianti sportivi di una qualsiasi nazione? Data la portata della distruzione e il fatto che Israele insiste sul fatto che tutti i suoi attacchi sono "precisi" e "chirurgici", si può solo presumere che questo ultimo caso di prendere di mira le strutture sportive è stato intenzionale.
E dato il numero di palestinesi - decine di migliaia di persone nel corso dei decenni – che convivono con una disabilità come risultato diretto della violenza israeliana, l'importanza di sviluppare le infrastrutture paraolimpiche in Palestina non può essere sopravvalutata.
Ora, più che mai, è il momento di fare pagare a Israele un costo per questi crimini, e raddoppiare gli sforzi per renderlo responsabile. Un boicottaggio sportivo, nell'ambito della crescente campagna per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), è un modo per farlo e non è mai stato più attuale o opportuno.
Per quanto riguarda il presidente UEFA Michael Platini, che ha finora ignorato gli appelli degli atleti palestinesi e della società civile, fategli sapere cosa ne pensate.
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